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Battaglia di Grunwald
La battaglia di Grunwald (in polacco Bitwa pod Grunwaldem), chiamata battaglia di Tannenberg dalla storiografia tedesca (Schlacht bei Tannenberg) e battaglia di Žalgiris da quella lituana (Žalgirio mūšis), fu uno scontro di grandi proporzioni combattuto il 15 luglio 1410 nel corso della guerra polacco-lituano-teutonica. L'alleanza della Corona del Regno di Polonia e del Granducato di Lituania, le cui entità politiche erano amministrate rispettivamente dal re Ladislao II Jagellone (noto come Jogaila in Lituania) e dal cugino e granduca Vitoldo, sconfisse in maniera netta i cavalieri teutonici guidati dall'Hochmeister Ulrich von Jungingen. La maggior parte degli esponenti di spicco dei cavalieri teutonici morì nello scontro o fu fatta prigioniera. Nonostante la sconfitta, l'ordine cavalleresco resistette all'assedio immediatamente seguente del loro castello principale a Marienburg (Malbork) e subì perdite territoriali minime dopo il trattato di Toruń del 1411: le rivendicazioni non si sopirono se non con la pace di Melno nel 1422. Lo Stato monastico, tuttavia, non avrebbe mai recuperato l'influenza precedentemente detenuta e i risarcimenti dovuti a seguito della guerra causarono conflitti interni e una recessione economica nelle regioni amministrate in Prussia. La battaglia spostò, più in generale, gli equilibri di potere nell'Europa centrale e orientale e siglò l'ascesa dell'unione polacco-lituana come forza politica e militare dominante in questa parte del continente.La battaglia risultò una delle più grandi dell'Europa medievale e viene ricordata come una delle vittorie di spicco nella storia della Polonia, della Lituania e anche della Bielorussia. È stata inoltre fonte di ispirazione per racconti nati dalla penna di scrittori del Romanticismo i quali facevano leva sull'orgoglio nazionale, contraddistinguendosi dunque come simbolo della lotta contro gli invasori stranieri. Durante il XX secolo, la battaglia fu strumentalizzata a livello propagandistico dai nazisti e dai sovietici. Solo negli ultimi decenni gli studiosi hanno evitato di analizzare gli eventi accaduti nel 1410 secondo le ricostruzioni tradizionali ormai sedimentate e frutto di convinzioni politiche, dando il via così a una nuova fase di rivalutazione storiografica.